You are the one
Posted on 2007.04.21 at 21:43Current Mood:
Listen to: I can't stop believing -tetsu
Autore: fonulyn
Traduzione: Neve83
Rating: NC17 (se siete minorenni o non vi piacciono questo tipo di storie, evitate di leggere. Io vi ho avvertiti.)
Pairing: Kaoru x Die [Dir en grey]
Sommario: […]Chiunque avesse parlato un po’ più approfonditamente con Die durante quegli anni, avrebbe intuito che l’unica cosa che interessava al rosso era il suo leader. Kyo lo sapeva, Toshiya lo sapeva, Shinya lo sapeva, metà dello staff lo sapeva. Solo a Kaoru, normalmente una delle persone più intelligenti conoscesse, continuava a sfuggire che la vita di Die ruotava attorno a lui. […]
Rating: NC17 (se siete minorenni o non vi piacciono questo tipo di storie, evitate di leggere. Io vi ho avvertiti.)
Pairing: Kaoru x Die [Dir en grey]
Sommario: […]Chiunque avesse parlato un po’ più approfonditamente con Die durante quegli anni, avrebbe intuito che l’unica cosa che interessava al rosso era il suo leader. Kyo lo sapeva, Toshiya lo sapeva, Shinya lo sapeva, metà dello staff lo sapeva. Solo a Kaoru, normalmente una delle persone più intelligenti conoscesse, continuava a sfuggire che la vita di Die ruotava attorno a lui. […]
You Are the One
“Ci vediamo domani!” il piccolo vocalist aveva urlato allegro prima di richiudersi con forza la porta dello studio alle spalle. Erano alla fine di una lunga giornata di prove e i tre membri della band erano già andati a casa o a fare comunque quel che volevano. Perché solo tre? I due chitarristi erano rimasti nello studio silenzioso, essendosi messi d’accordo per correggere la nuova canzone. Non che ci fosse davvero qualcosa che non andava nella canzone, ma volevano prima provare la parte per chitarra da soli, prima di mettere la parola fine alla melodia.
Die stava già strimpellando la sua chitarra, seduto su una delle ampie poltrone. I suoi capelli rossi gli ricadevano davanti agli occhi, comprendo il suo sguardo fisso sulla figura sottile dell’altro uomo. Kaoru allontanò un ciuffo ribelle di capelli biondi dal viso prima di prendere la sua chitarra ed andare verso l’altro ragazzo. “Okay, possiamo cominciare?” Die annuì semplicemente. La presenza del leader gli faceva sempre quell’effetto. Sentiva di non poter pronunciare una sola sillaba senza esporre troppo quel che gli si agitava dentro.
Chiunque avesse parlato un po’ più approfonditamente con Die durante quegli anni, avrebbe intuito che l’unica cosa che interessava al rosso era il suo leader. Kyo lo sapeva, Toshiya lo sapeva, Shinya lo sapeva, metà dello staff lo sapeva. Solo a Kaoru, normalmente una delle persone più intelligenti conoscesse, continuava a sfuggire che la vita di Die ruotava attorno a lui. Ovunque Kaoru volesse incontrarlo, qualsiasi cosa volesse fare, Die era sempre disponibile per realizzare ogni più piccolo desiderio dell’altro. Era scontato dire che per anni, il solo significato della vita di Die, era dato da Kaoru e dai sentimenti che aveva per lui.
Ma Kaoru ricambiava quei sentimenti? Non che lui sapesse. Non aveva mai avuto lunghe relazioni, ognuna durava al massimo un paio di mesi. Comunque non aveva mai mostrato alcun interesse nei confronti del rosso, tralasciando il fatto che erano molto amici e passassero molte ore insieme ogni giorno. Die era frustrato, ma aveva troppa paura di fare un gesto troppo deciso, così continuava semplicemente a lasciare qualche indizio a Kaoru che comunque sembrava essere troppo tardo per coglierli.
Torniamo allo studio ed alla situazione corrente. Kaoru si sedette sul pavimento accanto all’amico e cominciò a suonare gli accordi della nuova canzone. Die si sforzò di concentrarsi sugli spartiti di fronte a lui, seguendo velocemente l’altro. Suonarono parecchie volte aggiungendo e facendo piccolo cambiamenti finchè Kaoru non fu soddisfatto. “Penso che ora ci siamo, Die.” Annunciò felice mentre si alzava. Di solito il rosso era molto meno perfezionista, ma non era ancora contento della parte ritmica della melodia.
“Non lo so, Kao, forse dovremmo provare ancora una volta.” Kaoru aggrottò le sopracciglia. Aveva un inizio di mal di testa ed avrebbe voluto già essere a casa. Magari ci sarebbe stato un pasto caldo ad aspettarlo se la sua ragazza era di buon umore. L’unica ragione per cui era rimasto era che, lavorare con Die, non poteva mai davvero essere considerato lavoro. Ma la sola idea di poter tornare a casa anche solo per dormire lo tentava troppo. “Ma credo che sia perfetta così com’è. Lasciamola così. Possiamo sempre cambiarla quando vogliamo.”
“Come ti pare, leadersan. Te ne vai presto per poterti scopare la ragazzina con cui vivi?” La rabbia che scaturiva dalle parole di Die era quasi palpabile mentre stringeva i pugni. “Cosa?” Kaoru ne su tremendamente confuso. Di che diavolo stava parlando? “Non capisco come il fatto che dorma con qualcuno possa darti problemi…” Vide la rabbia nello sguardo di Die scivolar via, rimpiazzata dalla tristezza. La voce del rosso non era altro che un sussurro spezzato, quando parlò. “Giusto. Non ho alcun diritto di fare così.”
Prima che Kaoru potesse trovare una risposta, l’amico uscì dalla stanza e si chiuse piano la porta alle spalle.
Quando rimase solo nello studio, Kaoru si richiamò in mente le parole di Die ancora ed ancora, cercando di dare un senso a quel che era successo. Cercò un qualunque motivo che avesse potuto essere fonte di fastidio per Die, ma il pensiero che l’altro fosse innamorato di lui non lo sfiorò nemmeno. Considerò lo stress legato al lavoro, la stanchezza, problemi in famiglia, ma niente lo convinse. Ma era sicuro di una cosa. C’era qualcosa che preoccupava Die e voleva scoprire cosa.
*
Die camminava verso casa con le mani in tasca e la mente altrove. Aveva pensato di poter vivere senza essere ricambiato da Kaoru, che in qualche modo, il solo essergli accanto potesse bastargli. Ma evidentemente aveva commesso un errore. Perché Kaoru non riusciva a capire che Die lo amava? Il rosso aveva pensato che il leader avrebbe capito immediatamente quanto lui l’adorava, ma erano passati anni ed aveva cominciato a capire che Kaoru non avrebbe mai colto. ‘Forse non sono abbastanza per lui…’ affondò ancora di più le mani in tasca e accellerò il passo. ‘Sono troppo stupido e brutto. Magari, se perdo peso e mi coloro di nuovo i capelli… O forse dovrei cominciare a leggere Platone perché cominci a vedermi.’
Perso in questi pensieri, il rosso chitarrista continuo il suo viaggio solitario verso casa.
*
‘Dannazione!’ Kaoru bestemmiò mentalmente cercando di aprire la porta di casa sua mentre bilanciava una busta della spesa pienissima. Era davvero stanco e sperava che Omitsu, la ragazza con cui viveva da alcuni mesi, avesse preparato qualcosa da mangiare. ‘Sto diventando vecchio.’ Pensò, dato che la quotidiana routine si faceva ogni giorno più pesante da affrontare. Alla fine riuscì ad aprire e si levò le scarpe lasciandole in un angolo prima di andare in cucina. “Sono a casa!” mise la busta sul tavolo. ‘Strano, non risponde. Forse nn è in casa.’ Fu immediatamente smentito da un rumore proveniente dalla camera da letto. Vi si diresse ed aprì la porta.
Kaoru guardò sconcertato la donna con la quale viveva e che ora vedeva fare i bagagli. “Me ne vado. Ne ho abbastanza di questo.” Il biondo non capiva. “Abbastanza di cosa? Pensavo…” La voce di Omitsu salì di alcune ottave mentre urlava. “Non fare l’innocentino, bastardo! Lo so. So tutto dei tuoi sporchi giochetti.” Kaoru cercò rapidamente di pensare a qualcosa che potesse averla fatta arrabbiare in quell modo, ma non arrivò a nulla.
“Lo sai Kao, parli nel sonno.” Kaoru rimase sorpreso, ma lei nemmeno lo notò tanto era arrabbiata. “Non mi ami più perché c’è un’altra persona! Tu lo ami, finocchio malato!” Il chitarrista rimase ancora in silenzio, continuo solo a guardare Omitsu che faceva I bagagli e urlava. “Non posso credere di essere stata così cieca! Avrei dovuto capirlo, era ovvio fin dall’inizio! Vuoi due chitarristi state sempre incollati.” Alzò gli occhi gonfi di lacrime per guardare Kaoru. “Ci sei anche andato a letto?Dio, mi sento così… E’ disgustoso!”
Lentamente, Kaoru cominciò a capire dove voleva arrivare, e le sue ultime parole lo riportarono alla realtà. “Ascolta, Omitsu, Io non ti ho tradita. E men che mai con il mio migliore amico.” Cercò di mantenere la sua voce più ferma possibile. Omitsu cessò i suoi movimenti frenetici e fissò negli occhi l’uomo con cui viveva. “Andiamo, Kaoru. Nemmeno tu ci credi. Ho visto il modo in cui lo guardi, il modo in cui ti guarda. E posso dirti che non è quella ‘semplice ed innocente amicizia’ che pretendi sia.”
“Ti ripeto che non ho fatto niente, Omitsu…” Il biondo cercò di pregarla. “Stronzate! Tu ami quel disgustoso spaventapasseri più di quanto ami me! Ammetti che lo ami, nonostante sia noioso, brutto e stupido e rida come un asino e …” Smise improvvisamente di parlare quando sentì Kaoru stringerle le spalle. Fissò incredula quelle mani prima di alzare lo sguardo sul chitarrista. “Non osare toccarmi.” Sibilò tra i denti. “Non osare parlare di lui in questo modo.” Kaoru replicò calmo, anche se era sul punto di colpire la donna solo pochi secondi prima.
Omitsu si divincolò dalla stretta, prese le sue valige e corse fuori dall’appartamento. Kaoru non fece un passo per seguirla, rimase semplicemente fermo lì cercando di dare un senso ai suoi pensieri. Era estremamente confuso. Non aveva bisogno di quel turbine di sentimenti per complicarsi ulteriormente la vita, per rendere tutto più difficile. Sapeva che non gl’importava che Omitsu fosse andata via. Una parte di lui era addirittura sollevata. Kaoru aveva sempre preteso l’assoluto controllo della sua vita. Quando tutto era chiaro e pianificato si sentiva tranquillo, sapeva quel che sarebbe successo dopo. Ma non si possono pianificare emozioni e relazioni. Vengono così come sono. E questo rendeva Kaoru insicuro su tutto.
Ma poi realizzò che quei sentimenti che aveva erano tuttaltro che confusi. Era anzi tutto semplicissimo. L’amore era una delle cose più semplici del mondo.
‘Ammetti che lo ami.’
E poi amalo.
*
Soffiava una brezza fredda e le colorate foglie autunnali danzavano sull’alfalto. Die camminava con le mani in tasca e la sigaretta tra le sue labbra piena dirigendosi lentamente verso lo studio di registrazione. Era nervoso e quella era la decima sigaretta della mattinata. Non parlava con Kaoru da due giorni ed aveva paura che l’altro potesse essere arrabbiato con lui. ‘Spero che ora non mi odi.’ Buttò via il mozzicone di sigaretta prima di entrare nel palazzo. ‘Bene, eccoci.’
Die aprì lentamente la porta dello studio e si tolse la giacca prima di gettare un occhio alla stanza. Kaoru era l’unica persona nello studio. ‘Strano…’ pensò Die, non perché il leader fosse già lì, ma perché di solito erano già tutti presenti quando lui arrivava. Ma almeno era in grado di scusarsi decentemente. Sperava con tutte le sue forze Kaoru non l’odiasse per il suo brutto carattere. Certamente il biondo doveva essere molto arrabbiato dato che aveva imbastito una scena madre per niente, ma sperava non lo fosse troppo. Con circospezione si avvicinò all’altro chitarrista che se ne stava seduto sul pavimento.
“Kao, volevo scusarmi per l’altro giorno. Non intendevo interferire con la tua vita privata e mi dispiace.” Kaoru alzò lo sguardo ed interruppe il rosso con un gesto della mano. “Tranquillo, tutto dimenticato. Onestamente, non potrei mai essere arrabbiato con te, mi stai troppo a cuore perché cose del genere possano influire.” Die sorrise da un orecchio all’altro. Non era mai stato tanto sollevato in tutta la sua vita. “Quindi non ce l’hai con me? Mi dispiace d'aver chiamato la tua ragazza in quel modo. Spero tu sia felice con lei.” il leader scosse le spalle. “Mi ha lasciato.”
Quella ragazza l'aveva lasciato? Che scema. Die sentì un grosso peso scrollarglisi di dosso. ‘mi stai troppo a cuore.’ aveva detto Kaoru . Cosa aveva voluto dire? Die stava sperando troppo?
*
Kaoru era rimasto perso nei suoi pensieri per settimane. Era rimasto tanto sorpreso da quella improvvisa rivelazione che aveva solo potuto cercare di mettere ordine nella sua mente. A quel punto era abbastanza sicuro di quel che provava per il rosso, ma ancora non sapeva come farlo sapere all'altro. Non che avesse paura, si sentiva sorprendentemente calmo ora che aveva ammesso tutto. Quindi non aveva paura, ma voleva rendere le cose reali. Voleva aspettare una buona occasione per dichiararsi e lasciare che le cose prendessero la loro strada. E proprio non voleva far scadere le cose al livello di un filmetto di serie B, dove i due innamorati finiscono per dichiararsi tra le lacrime prima di finire a letto.
Era un bel pomeriggio di sole quando Toshiya aveva seccato abbastanza Kaoru da convinccerlo a lasciarli liberi prima del previsto. Sembrava che Shinya avesse accettato di accompagnarlo da qualche parte dato che l'iperattivo bassista l'aveva afferrato ed era sparito con lui in un nanosecondo. Dalla'ltro lato dello studio riecheggiavano allegre risate. kyo stava raccontando un paio di barzellette sporche a Die che rimettendo a posto la sua chitarra. Kaoru avvicinò i suoi compagni dopo aver postato la propria chitarra. Era davvero di buon umore, quindi decise di provare la sua fortuna.
“Die? Posso parlarti?” Die alzò lo sguardo su Kaoru ed annuì mentre ancora sorrideva. “Ma certo. Ho sempre tempo per il grande leadersama.” Comunque, Kaoru non ebbe il tempo di replicare dato che Kyo richiese subito la loro attenzione. “Me la squaglio. Divertitevi voi due.” Sorrise mentre s'infilava la giacca di pelle. Die scoppiò a ridere. “Divertirci lavorando o parlando di lavoro? Ne dubito.” Kyo rise agitando la mano in segno di saluto. “Sei un dannato fannullone, Die.” E con questo, il vocalist uscì richiudendosi la porta alle spalle. Kaoru notò che l'attenzione di Die era di nuovo solo per lui. “Allora, di cosa vuoi parlarmi? Ho suonato peggio del solito oggi?” Sul suo viso si allargò un sorriso. “Non fare l'idiota. Non ha niente a che vedere con come suoni.”
‘Beh, ci siamo. Chi non risica non rosica.’ pensò Kaoru mentre apriva la bocca per parlare. “Vuoi uscire con me?” Ecco, dritto al punto. Die sembrava perplesso. “Uscire? A bere?” Kaoru sospirò profondamente cercando di non mostrare il suo nervosismo. “No, idiota. Intendo un appuntamento. Un vero appuntamento dopo il quale potremmo darci il bacio della buona notte ed accordarci per vederci di nuovo. E forse...” lasciò la frase in sospeso accorgendosi che forse era andato troppo oltre. Die rise. “Sembra tu abbia già pianificato tutto.” Kaoru fu un po' sorpreso per la calma con cui Die aveva registrato tutto. Forse aveva ancora speranze? Gli sorrise. “Ovviamente. Non sono il leader per niente.”
*
Kaoru andò a prendere Die alle 7. La serata era splendida, così decisero di andare a piedi al ristorante. Finirono per girovagare . Il sole era tramontato da molto tempo e i due chitarristi camminavano fianco a fianco. Die si era infilato nervosamente le mani in tasca ed ogni tanto lanciava qualche occhiata al suo leader, confrontandosi con i propri pensieri.
Perchè l'altro gli aveva chiesto un appuntamento? Inizialmente Die aveva pensato che, dato che si era lasciato da un po' con la sua ragazza, Kaoru cercasse solo un modo sicuro e veloce di fare sesso. Essere il premio di consolazione non era l'aspirazione della vita di Die, ma sapeva che, per Kaoru, avrebbe di buon grado accettato qualsiasi offerta. D'altro canto, però, l'altro non aveva fatto nessuna mossa potesse far pensare ad una cosa diversa di una serata tra amici. Anche se aveva tenuto aperta la porta del ristorante per il rosso, ma poteva farlo comunque.
“Die?” una voce bassa ed un leggero tocco al suo braccio fecero distrarre Die dai suoi pensieri. Kaoru si era avvicinato, era solo a pochi centimetri dall'uomo più alto. Il rosso non rispose, sentiva la gola talmente secca che non pensava potesse uscirne alcun suono. Invece sollevò un sopracciglio per far capire all'altro che lo stava ascoltando. Kaoru era talmente irresistibile che Die avrebbe voluto baciarlo immediatamente. Avrebbe osato farlo?
Il biondo aprì la bocca per parlare, ma fu interrotto da un paio di soffici labbra sulle sue. Die sia vvicinò ed unì ancora di più le loro bocche, bramando la vicinanza dell'altro. Kaoru era piacevolmente sorpreso. Portò le mani al collo di Die e strinse le dita tra i suoi capelli di sangue. Pian piano la sua lingua solleticò il labbro superiore del ragazzo più giovane. In principio il bacio fu un po' nervoso, rispecchiava appieno il confuso stato d'animo dei due, ma presto divenne più sentito e profondo, finchè non sembrò che fossero incollati insieme.
Die sentì il suo cuore scoppiare di gioia, amore, lussuria e tantissime altri sentimenti che non riusciva a decifrare. L'effetto che Kaoru aveva su di lui era enorme e voleva di più. Ne aveva bisogno, come un drogato, e non potè fare a meno di risentirsi quando l'altro lo spinse via. Kaoru sfiorò la guancia di Die con le dita. “Allora…” cominciò nervosamente evitando lo sguardo di Die. “…vuoi tornare a casa?” Die rimase in silenzio per un momento considerando le opzioni. In effetti suonava bene, ma solo se l'altro chitarrista fosse andato con lui. “Con o senza di te?” I loro occhi s'incontrarono per qualche secondo. Era abbastanza. Si diressero verso l'appartamento di Die, spalla a spalla, mano nella mano.
Quando finalmente raggiunsero l'appartamento, Die aprì in fretta la porta per non concedere all'altro il tempo di ripensarci. Lasciò le scarpe nell'ingresso seguito dall'altro chitarrista. Die si guardò nervosamente in giro e decise di comportarsi da bravo ospite. "Vuoi del caffè o qualcos'altro?" Kaoru scosse la testa. "Oh, ok. Dimmi se hai bisogno di qualcosa." Il rosso lo guardò avvicinarsi lentamente. "Ho bisogno di te." disse Kaoru con voce ferma e decisa prima di baciarlo.
Si baciarono finchè non ebbero di nuovo bisogno d'aria. Quando si separarono, Kaoru lasciò che la sua mano indugiasse sulla pelle delicata del collo di Die. Le guance di Die erano dolcemente arrossate ed allacciò le braccoa con fermezza ai fianchi di Kaoru. “Forse dovremmo fare le cose con calma… Non precipitare le cose…” Kaoru lo baciò di nuovo a lungo prima di replicare. “Dovremmo. Non fa mai male andare con calma. Ma questo non vuol dire che non possa baciarti.” Die rise rauco. “Infatti.”
*
Il letto cigolò protestando per il peso dei due uomini. Kaoru aveva preso le redini del gioco fin dall'inizio e guidava il rosso verso il passo successivo. Quasi strappò l'elastico della maglietta di Die mentre cercava di sfilargliela. Il rosso gli sbottonò la camicia e prese a baciare la pelle che pian piano esponeva. Erano i primi approcci sessuali con un altro uomo per entrambi, ma tutto gli sembrò naturale, come se fossero sempre appartenuti l'uno all'altro.
Kaoru baciò il collo del rosso fino ad arrivare al lobo dell'orecchio, che mordicchiò gentilmente. Il rosso ansimò. ”Dobbiamo proprio aspettare?” Kaoru smise di stuzzicare l'orecchio dell'altro per il tempo necessario per la risposta. “No.” Il più giovane baciò con passione il collo dell'altro prima di fermarsi a succhiargli la clavicola. “Insomma…” continuò tra i respiri affannati. “Noi ci amiamo, quindi non serve aspettare, giusto?” Si fermò per un momento cercando lo sguardo di Kaoru. “Tu mi ami, vero Kao?” Il biondo stava armeggiando impaziente con i jeans dell'altro. “Ma certo. Ora sta fermo che devo levarti i jeans.” “Kaoru!” Il leader sollevò lo sguardo su quello di Die e sospirò profondamente. “Perchè sarei qui altrimenti? Di solito non salto nel letto del mio migliore amico senza una buona ragione. Ed essere semplicemente arrapato non è una buona ragione sufficiente.” Die non se la sentiva davvero di litigare in quel momento, voleva l'altro disperatamente, quindi si fece bastare la risposta.
Il leader lo afferrò fermamente per i fianchi e lo sollevvò sulle lenzuola spiegazzate. Baciò e leccò il petto del rosso mentre con le mani s'infilava nei suoi jeans e sotto i boxer, toccandogli il sedere prima di togliergli con un colpo solo entrambi gli indmenti. Die tremò mentre il suo corpo nudo era esposto all'aria fresca e la sua eccitazione tesa verso l'altro. Kaoru lo abbracciò baciandolo con passione. Sentiva i pantaloni stringere dolorosamente mentre il rosso cercava di spogliare il suo nuovo amante.
Rapidamente, il biodo si liberò dei propri vestiti ed unì i loro corpi di nuovo, toccando per a prima volta la pelle dell'altro con la propria. Kaoru percorse con le mani la pelle sensibile del suo amante cercando di memorizzare ogni curva del suo corpo. Die era occupato a baciare e mordicchiare il collo, il petto, le spalle, qualsiasi cosa riuscisse a raggiungere con la bocca, dell'altro. Non passò molto tempo che entrambi ansimavano forte, visibilmente disperati dal bisogno dell'altro. Il leader aveva ancora l'altro schiacciato sotto di sè ed intendeva continuare in quel modo.
Dopo un po' Kaoru si fermò guardandosi intorno esitante. “Die? Abbiamo bisogno di qualcosa per lubrificare se vuoi camminare domani.” Il rosso sospirò. “Non puoi farlo e basta?” Vide l’espressione preoccupata sul viso dell’altro e si arrese. Quel che Kaoru voleva, avrebbe ottenuto. “Prova nel cassette del comodino. Dovrebbe esserci della crema per le mani.” Il leader rotolò su un fianco sporgendosi per frugare nel cassetto, trovando finalmente il tubetto di crema idratante.
Aprì la confezione e rotolò di nuovo addosso a Die. Lo baciò profonamente e l'aria fu presto piena dei gemiti di Die. Si sarebbe potuto pensare stesse cantando, a giudicare da come i suoni si susseguivano. Kaoru sorrise nel bacio e si staccò un po'. Si coprì le dita di crema e guardò il suo amante dritto negli occhi. “Die, ti avverto. Non l’ho mai fatto in questo modo, quindi non sono esattamente l’essere più esparto del pianeta, in questo momento.” Il rosso gli sorrise e guidò la mano di Kaoru verso la sua entrata. “Mi fido di te.”
Il biondo inserì lentamente due dita nel corpo dell'altro e cominciò a muoverle. Die rabbrividì leggermente, la sensazione era strana ed un po' spiacevole all'inizio. Ma cominciò ad apprezzare sempre di più mentre Kaoru muoveva le dita lentamente avanti e indietro. Il suo respiro si faceva più veloce e presto pensò di essere pronto per ilpasso successivo. “Kao, ho bisogno di te adesso.” Il più vecchio annuì a quelle parole, tirò fuori le dita e coprì se stesso con la crema prima di posizionarsi all'entrata di Die.
“Penso che farà un po' male.” Sussurrò sporgendosi in avanti per catturare le labbra del rosso. Lentamente entrò nell'uomo sotto di lui. Rischiò quasi di perdere il controllo, la sensazione di essere dentro il corpo di Die era incredibile, più di quanto avesse osato immaginare. Le dita di Die si strinsero tra i capelli dell'altro con forza. Piccole lacrime si formarono agli angoli dei suoi occhi e si morse le labbra respirando piano. “Hai detto 'un po''? Cazzo, fa proprio male!” Kaoru si fermò preoccupato e guardò il suo rosso.
“Fa troppo male? Vuoi che mi fermi?” Die cercò di rilassarsi e respirò profondamente. Sentì il suo corpo prendere coscenza dell'intrusione ed abituarsi, il dolore diminuì un po'. “No, ma fa' più piano.” Kaoru ancora non era molto sicuro di cosa fare, ma si ritirò lentamente per poi tornare piano in Die. Die si aggrappò con forza alle spalle dell'altro cercando di sforzarsi per rilassarsi di nuovo. Kaoru cominciò a baciargli il viso e a muoversi gentilmente in lui.
Poco a poco Die cominciò ad apprezzare la sensazione e, quando Kaoru toccò qualcosa dentro di lui che gli fece annebbiare la vista per un attimo, dimenticò del tutto il dolore precedentemente provato. Si inarcò per avvicinarsi di più ed incontrare le spinte del suo amante. Il biondo prese gli l'eccitazione con con una mano e cominciò a masturbarlo continuando a spingersi in lui. Entrambi raggiunsero presto il limite, non abituati a quel tipo di piacere che sperimentavano per la prima volta tra le braccia l'uno dell'altro, e raggiunsero l'orgasmo quasi simultaneamente urlando di piacere.
Esausto, Kaoru si accasciò su Die strofinandoglisi contro. Coprì di piccoli baci la pelle dietro l'orecchio dell'altro e sussurrò sorridendo “Sei l'unico, lo sai?” Il rosso sorrise, felice ora che giaceva nel caldo abbraccio che aveva atteso tanto a lungo. Un piacevole silenzio cadde sulla stanza, si udivano solo i loro respiri ancora un po' affannati. Die strinse le braccia attorno all'uomo più basso. Immerse il viso nei capelli dell'altro per un po' prima di spostarsi e guardarelo profodamente negli occhi.
“Heh, è qualcosa che non avevo mai fatto prima.” Die rise ed accarezzò dolcemente i capelli biondi di Kaoru. Il più vecchio dei due sorrise e sollevò il viso in modo da poter guardare Die rimamendo con una guancia sul suo petto. “L’importante non è sapere se è la prima volta o meno. Sono più interessato a sapere se sarà anche l’ultima” Il più giovane assunse un’espressione pensierosa. “Hmmm, lasciami pensare... No, penso che ci saranno molte alter volte.”
Kaoru chiuse gli occhi ed inalò profondamente l’odore del suo amato. “Mi fa piacere sentirlo. Abbiamo ancora bisogno di pratica. Tutto questo è stato molto lontano dalla perfezione. Ma hey, è stata la prima volta, quindi è scusabile, no?” Die mise il broncio. “Kaoru… Non è molto sensato tu dica queste cose in un momento del genere. Dovresti solo goderti il momento. E non dire alla persona con cui hai appena fatto sesso che ha fatto schifo.” Il biondo gli baciò il petto. “Andiamo, Die, sai che non volevo dire quello. Ma penso onestamente che possiamo fare meglio. Dobbiamo cercare di approfondire l’argomento.” Si sollevò leggermente con il braccio destro e diede un bacio sul naso all’altro. “Ma penso che possa bastare il solo fatto di stare con te.”